Il decreto Decreto direttoriale 30 giugno 2025 fornisce - ai sensi dell’articolo 9 del decreto 13 novembre 2024 -le necessarie specificazioni per l’attuazione di un nuovo sportello agevolativo operante mediante una procedura valutativa a graduatoria volto a supportare le piccole e medie imprese nella realizzazione di programmi di investimento finalizzati all’autoproduzione di energia elettrica, mediante l’installazione di impianti solari fotovoltaici o di impianti mini eolici, per l’autoconsumo immediato e, eventualmente, differito attraverso l’installazione di correlati sistemi di stoccaggio dell’energia, con l’obiettivo di dare piena attuazione all’Investimento 16 “Sostegno per l'autoproduzione di energia da fonti rinnovabili nelle PMI”
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L'Agenzia delle Entrate ha emanato il provvedimento del 1° luglio 2025 (prot. n. 277593/2025) che definisce i criteri di selezione per i controlli preventivi delle dichiarazioni modello 730/2025 con esito a rimborso, in attuazione dell'articolo 5, comma 3-bis, del decreto legislativo 21 novembre 2014, n. 175.
Ambito di applicazione
I controlli preventivi si applicano alle dichiarazioni 730/2025 che presentano contemporaneamente le seguenti caratteristiche:
- Modifiche rispetto alla dichiarazione precompilata che influiscono sulla determinazione del reddito o dell'imposta
- Presenza di elementi di incoerenza secondo i criteri stabiliti dal provvedimento
- Rimborso superiore a 4.000 euro oppure presenza degli elementi di incoerenza sopra
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L’uso dei dati biometrici sul posto di lavoro è consentito solo se previsto da una norma specifica che tuteli i diritti dei lavoratori. Tale trattamento deve rispondere a un interesse pubblico e rispettare criteri di necessità e proporzionalità rispetto all’obiettivo perseguito.
È quanto ha ribadito il Garante privacy che, a seguito di un reclamo, ha sanzionato un Istituto di istruzione superiore di Tropea per 4mila euro per aver impiegato un sistema di riconoscimento biometrico che, allo scopo di rilevarne la presenza e di prevenire danneggiamenti e atti vandalici, richiedeva l’uso delle impronte digitali del personale amministrativo. I lavoratori coinvolti erano quelli che avevano rilasciato il proprio consenso e che non intendevano
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